venerdì 28 febbraio 2014

Il "pianto controllato"...

...o tecniche di controllo del pianto.


Da un piccolo libro 'DORMIRE INSIEME. Genitori e Bambini' di Claude-Suzanne Didierjean-Jouveau,  che consiglio vivamente di leggere a tutti i genitori di neonati e bimbi piccoli, siano essi favorevoli o meno alla 'pratica del dormire insieme', definita qui come 'cododo', voglio proporvi per intero l'appendice (sperando di non mettermi nei guai!).


"Siamo talmente abituati a vedere psicologi e professionisti della salute criticare il cododo che siamo sorpresi (piacevolmente sorpresi) di leggere la dichiarazione seguente, rilasciata nel novembre 2002 dall'Associazione Australiana per la Salute Mentale Infantile.
L'associazione Australiana per la Salute Mentale Infantile (Australian Association for Infant Mental Health, AAIMH) si è detta preoccupata per l'attuale tendenza, nei paesi industrializzati, di voler controllare il pianto di bambini piccoli. Il controllo del pianto è definito come un insieme di tattiche destinate a portare i bambini a piangere meno e a non svegliarsi più durante la notte: lasciar piangere il bambino sempre più a lungo prima che ci si occupi di lui, non alzarsi se piange la notte affinché impari a riaddormentarsi da solo.
L'AAIMH stima che queste pratiche non corrispondono ai bisogni emozionali e psicologici dei bambini piccoli, e che possono avere delle conseguenze negative a lungo termine sulla loro salute psicologica.
L'AAIMH commenta così il controllo del pianto nei bebè:
- Il pianto del bebè è un segnale di sconforto fisiologico o emozionale.
- I bebè devono adattarsi a un mondo totalmente nuovo, e anche delle cose piccole agli occhi degli adulti possono essere difficili da vivere per loro. Lasciar piangere un bambino senza dargli conforto, anche se per un breve periodo, può essere molto angosciante per lui. Abituare un bambino piccolo a non piangere potrà in effetti portare un bambino a non piangere più. Ma questo può anche insegnargli che non può sperare in alcun aiuto qualora ne avesse bisogno.
- I bebè a partire dai 6 mesi provano spesso ansia quando vengono separati dalle persone che conoscono bene. Questa angoscia si attenuerà quando avranno capito che l'assenza è un fenomeno temporaneo e non presenta un pericolo per loro. Questo apprendimento può durare fino ai 3 anni.
- Quasi tutti i bambini smettono di aver bisogno di essere rassicurati quando si svegliano la notte verso i 3 o i 4 anni, e molti anche prima.
- I bambini si sentiranno molto più sicuri se il loro pianto scatena rapidamente e sistematicamente un aiuto adeguato da parte della persona che si occupa di loro. Un attaccamento legato a un solido sentimento di sicurezza rappresenta il fondamento di una buona salute mentale.
- I bambini che ricevono una risposta rapida al loro pianto da parte dei genitori, imparano a calmarsi più in fretta e facilmente, man mano che prendono coscienza che i loro bisogni emozionali sono tenuti in considerazione.
- Lo stile di vita occidentale e le raccomandazioni di certi 'esperti' hanno portato a pensare che i bambini piccoli debbano dormire tutta la notte senza interruzioni in capo a qualche mese, addirittura qualche settimana. In realtà, i bambini piccoli si svegliano più spesso dei bambini più grandi o degli adulti, perché i loro cicli di sonno sono più corti. Questi cicli corti hanno l'obiettivo di aumentare il sonno paradossale, che si ritiene essere importante per lo sviluppo del cervello.
- Moltissimi genitori si dichiarano esausti a causa dei risvegli notturni dei loro bambini, da un lato per la fatica fisica dovuta a questi risvegli, e dall'altro per le aspettative irrealiste in materia di sonno di un bimbo piccolo.
- Moltissimi bambini e altrettanti genitori dormono meglio quando dormono insieme. Non esiste alcun motivo ragionevole per dire che un bambino non dovrebbe dormire con i suoi genitori, e nella maggior parte del mondo il bambino dorme con i genitori o con altri membri della famiglia, che sia nello stesso letto, o in una culla accanto al letto dei genitori. Questi ultimi non dovrebbero tenere il bambino nel loro letto se hanno bevuto alcol o preso medicine che influenzano la vigilanza, e ci sono alcune condizioni che vanno rispettate (materasso, coperte) affinché il bambino sia al sicuro nel letto parentale.
- Molti genitori hanno constatato quanto fosse efficace lasciar piangere un bambino. In altri casi, questa pratica non ha alcun risultato positivo, oppure è stato così  difficile da vivere per il bambino e i genitori che questi ultimi hanno rinunciato presto a questo tipo di strategie.
- Non è stato condotto alcuno studio per valutare il livello di stress vissuto da un bebè che viene lasciato piangere, o per valutarne l'impatto psicologico ed emozionale a lungo termine.
  Di conseguenza, l'AAIMH fa le seguenti raccomandazioni:
- Il fatto di svegliarsi di notte è normale nei bambini piccoli. Ciò non deve essere considerato un 'problema' tranne se il comportamento del bambino è tale da risultare evidente la presenza di una difficoltà.
- I genitori devono essere rassicurati sul fatto che rispondere immediatamente al pianto del bambino non rischia di dargli 'delle cattive abitudini'.
- Il fatto che un bambino piccolo si svegli la notte può essere dovuto all'ansia generata dalla solitudine. Dormire con i genitori o accanto a loro è una buona opzione, che spesso permette una buona notte di sonno.
- Le pratiche parentali destinate ad assicurare ai genitori una buona notte di sonno non devono nuocere alla salute emozionale del bambino o compromettere il suo sviluppo mentale.
- Se i genitori sperano di 'controllare il pianto del loro bambino', ciò dovrebbe essere fatto solo quando il bambino abbia acquisito una sufficiente maturità per comprendere che i suoi genitori a correranno subito, e che gli permetta di sentirsi sicuro in assenza dei suoi genitori. Una tale maturità si acquisisce solo verso i 3 anni; e varia a seconda dei bambini; osservare il bambino e rispondere ai suoi bisogni è il miglior modo per determinare quando un bambino è pronto a dormire da solo.
- Prima di intraprendere un programma di controllo del pianto, un professionista della salute qualificato dovrebbe valutare accuratamente la salute del bambino e la qualità delle relazioni tra i membri della famiglia. I genitori dovrebbero essere messi in contatto con associazioni disposte ad aiutarli a gestire le angosce e le difficoltà incontrate da tutti i nuovi genitori. Altre strategie di gestione del pianto dovrebbero essere discusse con i genitori.
- Se il bambino ha già sperimentato una separazione dai suoi genitori (malattia, assenza), il programma di controllo del pianto non dovrebbe essere utilizzato. I bambini che hanno già subito una separazione traumatica sono ancora più vulnerabili agli effetti negativi dello stress che subiscono quando li si lascia piangere.
- Quando il pianto di un bambino rischia di portare un genitore a maltrattare il bambino, è essenziale che i genitori possano beneficiare di un sostegno sociale, o di un aiuto terapeutico.
- I genitori devono essere avvertiti che non esiste alcun dato sull'impatto a lungo termine, sullo sviluppo emozionale e sulla salute mentale, del programma di controllo del pianto. Anche se volessero seguire un simile programma, consiglierei loro di prestare attenzione al livello di sconforto espresso dal bambino più che al tempo durante il quale lo si lascia piangere, e di interrompere immediatamente il programma se c'è il dubbio che possa provocare un qualsiasi tipo di problema."


Ora, posto che personalmente sono contraria a qualsiasi tecnica per controllare il pianto, sono attualmente alla ricerca di ricerche che ne abbiano studiato gli effetti.
 Sono ragionevolmente convinta del fatto che ci siano ricerche che abbiano trovato che nella grande maggioranza dei bambini questi programmi, se accompagnati da un accudimento adeguato durante il giorno, non diano problemi a lungo termine.
Non riesco però a convincermi che per un esiguo numero di bambini che accettano con grande difficoltà questo tipo di 'insegnamento', lo stress e la sofferenza possano essere eccessivi da sopportare, portando a problemi comportamentali o psicologici, anche se con tutta probabilità limitati nel tempo.

Detto ciò, la mia contrarietà é dovuta ad un discorso di rispetto delle esigenze del bambino e alla convinzione che mai sia giusto trattarlo in modi che facciano pesare la nostra superiorità fisica, intellettuale ed emotiva... anche se tali nostri comportamenti non hanno alcun tipo di conseguenza negativa.
D'altra parte, il vero fine di questo post vuole essere il sottolineare che soprattutto non ci sono ricerche che dicano che accudire prontamente il bambino anche di notte gli provochi problemi a lungo termine, invitando quindi tutti coloro che accusano di viziare i propri figli o di provocare loro problemi del sonno e non solo per il fatto di essere sempre pronti a rispondere ai loro bisogni anche, perché no, condividendo il sonno, a farsi gli affari propri e a non parlare a caso rifacendosi a presunti "esperti" (vedi Estivill, Ferber, ma non solo) che hanno basato i loro metodi su teorie campate totalmente in aria.

giovedì 6 febbraio 2014

Buon compleanno!

Buon compleanno... a me!
Sto invecchiando? Giammai, piuttosto maturando come una buona annata.
Il regalo più bello me lo ha fatto il folletto due giorni fa tornando in sé dopo l'influenza: in confronto dr. Jekyll e mr. Hyde sono due personalità a malapena distinguibili...

Gli anni passano, ma finché ci danno amore ed amicizia ci lasciano più di quel che ci tolgono.

domenica 2 febbraio 2014

Tra neve e pioggia.

Ecco che finalmente l'inverno si può dire arrivato: c'è stata la neve, ci sono le lunghe giornate piovose, ma soprattutto... l'influenza!
Il folletto si è beccato una brutta tosse e un bel raffreddore che nonostante ettolitri di fisiologica in aerosol (con relativo centinaio di canzoncine da zecchino d'oro e dintorni che mi becco per favorire l'accettazione della mascherina), acqua e latte tiepidi col miele e materasso ben alzato per favorire la respirazione ovviamente ci stanno regalando notti e notti insonni punteggiate da pianti 'sonnambuli' e tossicchianti.
Però nelle lunghe ore di veglia il suddetto folletto ha poche linee di febbre e un'accesa vitalità resa a tratti incontenibile (e diciamolo, insopportabile!) perché condita da una comprensibile insofferenza dovuta al fastidio dato dalla difficile respirazione... insomma, le giornate sembrano lunghissime!
In tutto ciò però neve e pioggia sono venute a darci una mano. Benché la neve di giovedì abbia a mala pena imbiancato i marciapiedi, ne abbiamo raccolta a sufficienza dalle macchine (nostra e della zia) ferme davanti casa per farne ben due pupazzi folletti e per lanciarne in aria un bel po' per poi bagnarci con gli schizzi che alzava cadendo (particolarmente consistenti data la poltiglia di neve semisciolta che incontrava a terra), e in serata abbiamo raccolto anche tutti e due i centimetri di neve da tutto il cortile per replicare altri due pupazzetti nani resistiti fino a ieri mattina.
Ieri poi abbiamo anche tentato un primo approccio con la montagna andando alla base di un impianto di risalita, ma forse per la TROPPA neve, forse (più probabile?) per l'input non proprio tranquillo datole da me medesima che con la neve battuta sono tranquilla come un gatto immerso in piscina, il folletto é rimasto piuttosto spaurito nonostante il bel giro in slittino gentilmente offerto dal papà che invece ha con la montagna un lungo rapporto di amore ed amicizia. Quando però ormai il dubbio di aver rovinato il rapporto della piccola di casa con la neve ci stava attanagliando, siamo stati rincuorati dall'acceso interesse dalla stessa dimostrato verso la neve ancora rimasta fuori dai negozi in cui siamo andati a fare un giro... e quindi siamo tornati a casa pensando che per quest'anno ci risparmieremo altre arrampicate in montagna e se la neve ci omaggerà ancora della sua presenza ci fermeremo a giocare nel primo spiazzo decentemente imbiancato che incontreremo!
Visto che invece ora é la pioggia a farla da padrona, perché non sfruttare quegli stivaletti di gomma che avevamo comprato per andare a saltare allegramente nelle pozzanghere? Il divertimento é assicurato, i vestiti bagnati anche, ma non si può avere tutto, no?

domenica 19 gennaio 2014

Natale e dintorni.

Ecco che dopo una luuunghissima pausa natalizia torno a raccontare un po' di noi.
Quest'anno abbiamo deciso di proseguire con l'inattività vacanziera ancora per una settimana, approfittando anche di qualche giorno di ferie della zia con la quale abbiamo fatto un po' di giri a vedere (e poco di più) i saldi.
Come sono andate le vostre feste?
Le nostre sono state un pochino sottotono causa infortunio della pseudosuocera e pseudoinfluenza (debilitante, ma senza febbre) dell'Ing. ...però nonostante cene e pranzi a ridotto (per gli standard festiferi!) introito calorico, abbiamo moltiplicato le occasioni di riunione con amici e parenti, con il risultato di aver sentito queste feste come molto più 'calorose' degli anni passati, seppur senza eccessi.
Benché a Natale il pranzo sia stato decisamente 'basic', la pigrizia di compagno e folletto mi hanno permesso la preparazione di un semplicissimo antipasto scenografico che ha fatto parlare di sé, ma soprattutto mangiare di sé!




Invece per fine anno mi hanno chiesto di preparare un buffet per una ventina di persone e, nonostante non ci fossi più abituata, non penso proprio di essermela cavata male.
Ecco qualcuno degli stuzzichini che ho preparato e che insieme a qualche tartina al salmone affumicato sono stati la base anche del nostro cenone a tre e l'antipasto per il pranzo di capodanno con i nonni.

Uova al doppio salmone.


Girandole tricolori.



Salatini al formaggio e girandole di tapenade.



Vellutata di cavolfiore al timo.



Quiche lorraine.



Funghetti al formaggio.


Torta salata al salmone affumicato.


E per finire, cheese cake ai mirtilli!



Che altro dire, forse che il folletto è stato ricoperto dai regali e ci ha preso gusto? Ma qualcuno avrebbe mai pensato il contrario??? 
Però su una cosa ci siamo fatti un pelino furbi: abbiamo giusto un pochettino pilotato i regali di TUTTI i parenti, così non sono arrivati giochi super luminosi e inascoltabili, bensì tantissimi giochi educativi con cui passare ore ed ore a giocare insieme, tanti puzzles semplici semplici, una casetta di legno per bamboline e ben due piste per automobiline per scatenarsi ore ed ore col papà (e la seconda è arrivata solo dopo aver visto che non si staccava dalla prima!)! 

Buon nuovo anno a tutti! 

venerdì 27 dicembre 2013

Passatempi per folletti (Parte Seconda)


Finita la prima tranche di feste e sbollita la febbre dei regali, ecco che in molti avranno qualche giorno di ferie da trascorrere a casa con i pargoli.
Se non siete tra i fortunati che potranno permettersi qualche giorno di vacanza in montagna al mare o in qualsiasi posto interessante, questo periodo potrebbe rivelarsi pesante tra stanchezza lavorativa da cui riprendersi e bimbi felici di non andare a scuola, ma che si annoiano non appena hanno 2 minuti in cui non trovano qualcosa di divertente o avvincente da fare.
Certo, i regali di Natale che vi avranno invaso casa spingendovi  a pensare di trasferirvi in una tenda in giardino aiuteranno a far trascorrere molto tempo: sono i regali che i più piccoli hanno desiderato tanto e quindi ci sarà qualche giorno di euforia durante il quale sembreranno non stancarsi mai di giocarci... ma nel caso l'entusiasmo svanisca prima del ritorno a scuola (e/o al lavoro), provo a darvi qualche piccolo suggerimento per combattere la noia... ma vi avverto: l'ordine e la pulizia della casa ne risentiranno!

Sul web si trova veramente di tutto un po', qui c'è solo quello che ho provato con divertimento del folletto... e anche un po' di mamma elfo, lo ammetto!

Qualche giorno prima di Natale é venuta a trovarci un'amica che ha una bimba coetanea del folletto, abbiamo improvvisato un piccolo laboratorio con cartoncino verde (preso all'Ikea), tanta colla vinilica, qualche bastoncino per spiedini, una manciata di sale grosso ed un pugnetto di sale fino. L'idea l'ho trovata qui: http://www.finalmentenatale.it/alberi-ornamentali-1/240-alberi-con-cristalli-di-sale
...anche se il nostro risultato é stato appena un pelino più scarso. 










Altra idea messa in pratica ormai in odore di feste consisteva in visi di Babbo Natale fatti col cartoncino rosa e rosso per il cappello, decorati poi con ovatta per fare la barba e il pelo del cappello, peccato che non riesco a ritrovare il sito da cui ho preso l'ispirazione... che non ha poi avuto questi gran risultati, ma ci siamo divertite tanto e, rinforzando i visi più grandi con cartoncino bianco che gli abbiamo attaccato dietro, abbiamo ottenuto delle simpaticissime decorazioni per l'albero!








Infine abbiamo provato a sperimentare la carta pesta, coprendo un palloncino di strati e strati di pezzetti di volantini pubblicitari (non plastificati) attaccati con colla vinilica allungata con uguale quantità di acqua e stesa con pennelli non troppo sottili, abbiamo lasciato asciugare una notte, ma visto che non era ancora rigido abbiamo aggiunto qualche altro strato di carta e al pomeriggio ancora due strati di carta da cucina bianca per avere una base neutra risparmiando in tempera. Il pomeriggio seguente abbiamo colorato tutto con tempera bianca e dopo cena abbiamo fatto bocca, naso, contorno occhi... il tutto con risultati scarsini! La mattina dopo bianco negli occhi e con dei fazzoletti rossi abbiamo 'arrangiato' un cappello di fortuna, quindi finalmente alla sera abbiamo attaccato con colla diluita l'ovatta per il cappello, le sopracciglia, barba e baffi... bruttino, vero, ma quanto ci siamo divertite?







E poi continuiamo a fare biscotti di pasta frolla senza uova con aggiunta di zenzero e cannella (che il folletto ADORA) e passiamo ore a spargere farina sul piano prima di stendere la pasta, per poi premere sulle formine con forza inaudita, togliendole poi con una delicatezza inaudita... e mangiando quantità inconcepibili di impasto crudo!


BUONE FESTE!

martedì 17 dicembre 2013

Passatempi per folletti! (Parte prima)

Per noi che ogni giorno stiamo insieme a casa, il periodo natalizio é solo una buona scusa per passatempi a tema, invece per chi lavora e ha bimbi che frequentano il nido o l'asilo, questo periodo può risultare anche fonte di stress perché non si é abituati a dover occupare tanto tempo libero dei propri pargoli... quindi seguitemi in questi post!

Il folletto ha poco più di due anni ed ormai da tempo (più o meno aprile/maggio) é piuttosto interessata ai colori, in particolare quando andiamo in ludoteca si diverte tantissimo e rimane anche un'ora a colorare quando ci sono i laboratori di pittura con le 'tempere a dita'... e non vi dico di che colori ne usciamo, nonostante il grembiulino di plastica fornito. Bene, non ho intenzione di proporle a casa questo tipo di colori, né ve li consiglio, a meno che non siate genitori artisti/pazientissimi/imperturbabili/maghi delle pulizie veloci: ho sentito troppe mamme perdere le staffe dopo aver proposto convinte la pittura a mani in casa.
Io non ce la potrei fare, non ho voglia di coprire il tavolo con una tovaglia di plastica che dovrei poi lavare e il folletto con un grembiule di plastica che dovrei poi lavare, insieme al suddetto folletto che ha una propensione naturale a sporcarsi e sporcare proprio dove non é coperto e insieme a tutti i miei vestiti... insomma, preferisco non mettermi nel difficile, ma se volete provare: é molto divertente, basta procurarsi le tempere a dita, che sono atossiche e superlavabili ed un divertentissimo disastro sarà a portata di... mani!

Nel mio caso mi sono limitata a dei banalissimi (e convenientissimi, meno di due euro) acquerelli, anche questi atossici e lavabili, giusto per mettermi al riparo da incidenti. Basta qualche foglio un po' spesso (ma anche la carta per fotocopie da 80g non fa questa gran brutta figura), qualche grosso foglio di un volantino pubblicitario su cui lavorare e due bicchierini di plastica (ma anche quelli delle bambole andranno bene e saranno lavabili all'infinito) per l'acqua ed il gioco é fatto. Potrete provare a spiegare come usarli (bagnare il pennello, scolarlo appena, intingerlo nel colore e colorare, quindi lavare bene il pennello se si cambia colore e ricominciare), ma dopo un primo tentativo giusto per avere la coscienza a posto, la parte divertente é proprio vedere la fantasia che hanno nell'uso, con tante pennellate di sola acqua sul foglio e altrettante di colori (diversi, ovvio) sulle pastiglie di colori... Per me il bello é proprio vederla pasticciare (che poi basta pulire le pastiglie di colore con poca carta da cucina per rimetterle a nuovo prima di riporre tutti o quando il folletto si lamenta che 'il colore é sporco!'), illudendomi di essere anche un po' 'montessoriana' nel lasciarla sperimentare liberamente le migliori tecniche per ottenere i colori... e come potrete vedere dalle sue prime opere ogni tanto riesce anche ad ottenerle, anche se dopo un po' si distrae e ricomincia a fare confusione... o starà scientemente sperimentando nuove tecniche pittoriche?







E con una scatola di acquerelli é andato via un intero pomeriggio ed una serata e anche se poi non le interesserà più, avrà fatto una nuova esperienza, ed avrà un nuovo 'gioco' a disposizione a cui dedicarsi quando vorrà... e (tranne quando cade l'acqua) non sporca neppure tanto!

Insomma, aspettate ancora una giornata di ferie piovosa per provarli???

martedì 10 dicembre 2013

Pepparkakor… internazionali!

A volte si sbaglia. A volte é un disastro totale (come i miei ben tre tentativi di fare il torrone friabile), altre volte solo un mezzo disastro... e se ci va bene impariamo non solo cosa NON fare, ma anche cosa fare per migliorare i nostri risultati.
Ecco, questa é la cronaca di un mezzo disastro finito con una splendida sfornata di biscotti.




Tutto parte da qui: http://stilenordico.wordpress.com/2011/12/15/pepparkakor-biscotti-svedesi-allo-zenzero/ e dalla promessa dei deliziosi biscottini allo zenzero tipici svedesi, che veramente sono ancora più buoni di quelli dell'Ikea, e su questo non ho dubbi visto che li ho assaggiati in un mercatino natalizio di Stoccolma anni fa.
Però non ho lo sciroppo di melassa chiara (o quel che é) e poi visto che ne verranno tanti vorrei utilizzare anche farina integrale... quindi la ricetta si internazionalizza acquisendo lo sciroppo d'acero canadese e la farina integrale di farro italiana... e qui inizia il difficile!
I miei ingredienti per una vagonata di biscotti (e una non riuscita casetta di zenzero!):
300 g burro,
300 g zucchero di canna (ma decisamente meglio metterne i 400 g consigliati, sempre di canna però!),
100 ml sciroppo d'acero (però io il miele prima o poi lo provo, mi perdonerà l'autrice della ricetta... ma verrà un qualcosa di MOLTO diverso, ha sicuramente ragione),
3 cucchiaini di zenzero in polvere (ma la prossima volta li ridurrò a 2),
5 cucchiaini di cannella in polvere (che ridurrò a 4),
1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere (che ometterò, sapevo che non mi piaceva, ma volevo mettere almeno una delle due spezie che non amo e ho preferito questa ai chiodi di garofano),
3 cucchiaini di bicarbonato (ma 2 saranno più che sufficienti),
200 ml di acqua,
500 g farina 00,
350 g farina integrale di farro (da tenere presente che le farine integrali in genere sono più umide, quindi da un lato pesano di più, dall'altro assorbono meno liquidi, quindi meglio aumentarne il peso rispetto alle farine raffinate).
Burro e zucchero in planetaria con frusta a foglia, aggiungo lo sciroppo d'acero, quindi aggiungo le spezie, il bicarbonato, l'acqua ed infine la farina, sempre miscelando a velocità bassa. Dopo circa 10 min spengo, divido il morbidissimo impasto in due parti e lo avvolgo a 'salsicciotto' (più zampone, direi) nella pellicola, quindi ne metto metà in congelatore perché voglio tagliare i tempi (opzione sconsigliata dall'autrice, probabilmente a ragione) e metà in frigorifero da fare in tarda serata o la mattina successiva.
Dopo circa 3 ore prendo l'impasto dal congelatore e provo a fare la casetta di zenzero usando gli stampi dell'Ikea.
La pasta si attacca miseramente al primo stampo, quindi lo pulisco e lo fodero con pellicola, mettendo invece sopra direttamente la carta forno con cui infornerò i pezzi. Va un po' meglio, ma togliere gli avanzi di pasta é piuttosto difficoltoso e non viene un lavoro molto pulito... e poi sembra troppo spessa, infatti invece dei 5 min consigliati ne servono 7/8... insomma, vengono delle pareti un po' troppo spesse che non diventano croccanti... e commetto il fatale errore di non allargare abbondantemente le fessure per l'incastro a pasta ancora calda e morbida... quindi quando raffredda faccio un disastro e si rompe tutto! Vabbè, mi farò furba la prossima volta, intanto proverò ad usata molta glassa di zucchero per assemblare la casetta anche senza gli incastri: vi farò sapere come me la caverò.
Intanto con una casetta mezzo impasto é andato, ed il folletto l'ha decisamente gradito CRUDO.
La sera addobbiamo l'albero, i biscotti li faremo l'indomani.
Ora il tempo di riposo é giusto, come consigliato stendo direttamente su carta forno e sopra pellicola: un D-I-S-A-S-T-R-O!!! La pasta rimane tutta incollata alla carta forno, togliere gli avanzi é troppo laborioso ed il risultato é pessimo, mi innervosisco e il folletto aiutante non si diverte: se vado avanti così i malumori aumenteranno e per finire l'impasto impiegherò una giornata!
 

Pensiamo.
Intanto ho stampato i biscotti troppo vicini, quindi lievitando un po' si attaccheranno fra loro, ma questo è facilmente risolvibile... come agevolare le operazioni di eliminazione avanzi?
Proviamo infarinando bene la carta forno, e anche un po' sotto e sopra l'impasto... benissimo! Non solo si staccano gli avanzi, ma anche i futuri biscotti di possono alzare senza deformarli troppo, quindi dal giro successivo potrò farli ravvicinati diminuendo gli avanzi e trasferirli poi su altra carta forno... ma cercando di farli molto sottili, perché quelli saranno poi i più croccanti. Le infornate si susseguono veloci con durate di circa 5 minuti, il tempo di vedere i bordi cambiare colore... e ricominciamo a divertirci!
Tutto bene e facciamo una gran quantità di biscotti, ma rimane qualche osservazione da fare: soprattutto nei biscotti più spessi, forse non cotti abbastanza, i gusti non sembrano ben 'amalgamati', ed alcuni risultano poco dolci o troppo speziati, eppure il burro é stato lungamente mescolato con zuccheri e spezie... proverò a fare di meglio. Poi ho l'impressione che lievitino troppo, quindi diminuirò il bicarbonato.
Però quelli con la giusta croccantezza, che poi sono la maggior parte, sono buoni, MOLTO buoni, e mi danno quel sapore e quel buon profumo di Svezia a Natale che tanto ci aveva emozionato ormai tanti anni fa.

venerdì 6 dicembre 2013

Direttamente dal ricettario della nonna.


Con il Natale torna ogni anno la voglia di casa, di famiglia, di tradizioni… e di dolci!
Mettiamoci i pomeriggi infiniti in cui non si sa più cosa inventare con i bimbi piccoli, la pasta di sale che sporca più della pasta da biscotti, la voglia di una colazione da offrire all'amato e al folletto che sia gustosa, ma senza strani ingredienti, ed ecco che la tentazione di aprire il vecchio ricettario della nonna trova soddisfazione.
Ricordi di bambina mi parlavano di questi 'biscotti al burro' che coperti fatti a forma di fiore, con al centro un candito di ciliegia e coperto di granella di zucchero era un biscotto che piaceva a tutti, quindi cerco questa ricetta.
La trovo, e qui cominciano le difficoltà:
DOLCI DI BURRO
10 uova,
350 g. di zucchero,
150 g. di burro,
un po' di succo di limone,
2 bustine di lievito.

Stop.

Cosa manca?
Un ingrediente il cui peso in una ricetta di biscotti è un elemento trascurabile…. quanta farina ci metto???

Bo, andrò per tentativi… decido di rispettare la ricetta (dimezzandone le dosi, per forza!) e comincio col mettere uova, burro, zucchero e limone nella planetaria con frusta a foglia… e resisto alla tentazione di cominciare subito a renderla più mia sostituendo lo zucchero raffinato con quello di canna grezzo (così tra l'altro comincio ad eliminarne l'ultima busta) e comincio con 350 g. di farina… ma non bastano.
Vado avanti aggiungendone 50 g. per volta, ma finisce anche la farina 00! Ok, tornerò alle vere tradizioni, quelle magari anche della bisnonna, e continuo con la farina integrale di farro… raggiungo una consistenza morbida ma lavorabile.
Appena porto in tavola la pasta su un foglio di silicone per lavorarla, ecco che il folletto sguscia dalle braccia del nonno al grido di 'Facciamo i biscotti, facciamo i biscotti!', la sistemo su un cuscino sulla sedia, stendo la pasta (e anche un po' le dita del folletto, che però ride) a circa 1/2 cm di spessore, che poi lieviterà, ed affido al folletto la mission di premere sulle formine e 'sporcarle' (sue parole) poi con la farina per fare in modo che non rimangano attaccate alla pasta.
Facciamo decine e decine di biscotti in decine e decine di minuti (un'ora e mezza per 40/50 biscotti, ed io che speravo in una resa del folletto che non arriva!), quindi incarico la zia di spennellare i biscotti con zucchero a velo sciolto in pochissima acqua e di attaccarci codeste di zucchero colorato (adorate dal folletto) e granella di nocciola (adorata da me e dall'Ing.) e magari anche qualche occhio di mirtilli rossi (adocchiati dal folletto, che intanto ne mangia non pochi).
Abbiamo finito… ma la cottura?
Ai tempi della nonna si faceva in un forno a legna, spesso dopo la cottura di pizza od altro che aveva bisogno di molto calore, approfittando del calore che diminuiva a forno non più alimentato… vabbè, provo a 180 gradi ventilati, perché devono venire croccantini da sgranocchiare al naturale, ma soprattutto pronti da essere pucciati nel latte (nel nostro caso, che mio nonno preferiva il vino!)… ed ecco il risultato!





E questo dopo il passaggio del folletto che giusto per assaggiarli ne ha mangiati 2 in 5 minuti!




DOLCI DI BURRO, la mia ricetta integrata e un po' corretta:

5 uova,
150 g. zucchero (ma la prossima volta userò quello di canna),
75 g. burro,
poche gocce di succo di limone,
1 bustina di lievito per dolci (15 g.),
500 g. farina 00,
150 g. farina integrale di farro.

Cottura circa 30 min in forno termoventilato (per cuocere le due teglie contemporaneamente) a 180 gradi.


A qualcuno salterà all'occhio che più che biscotti al burro questi sono biscotti alle uova… ma dalle mie parti (abruzzo marittimo) non era usuale l'allevamento in casa delle mucche, quindi il burro veniva centellinato (e veniva usato maggiormente lo strutto, visto che si teneva piuttosto il maiale), mentre si aveva ampia disponibilità di uova, tanto che ancora mia nonna fino a qualche anno fa allevava decine di galline… così anche questa curiosità sarà stata soddisfatta… e buona colazione!!!
(ma pare siano buoni anche nel succo d'arancia… oltre che nel vino, ci mancherebbe, mio nonno era un buongustaio!)

lunedì 2 dicembre 2013

Discorrendo di bambini, autonomia e Banco Alimentare

La prossima volta che sentirò parlare di autonomia per un bimbo di un anno potrei non avere una reazione molto elegante.
Una mamma racconta piuttosto fiera di non dormire più in camera con il figlio di un anno, dicendosi contenta del fatto che la cosa non ha scosso minimamente il bambino, mentre lei all'inizio ammette di averne sentito la mancanza, ma ora é felice della ritrovata privacy... ed io mi dico: buon per lei, ad un anno non ci pensavo neppure ad una tale possibilità, ma se il bimbo é contento sono felice per loro... ma ecco che ancora non ha finito di parlare che un'anziana signora le dice: bè, avete fatto bene: bisogna renderli autonomi questi bambini.
Ora, tralasciamo il fatto che l'anziana signora in questione non appoggia i miei metodi educativi ritenendoli troppo 'soft', escludiamo quindi l'intenzione di mandarmi una frecciatina e parliamoci seriamente: ma quale autonomia può o deve avere un bimbo di appena un anno che non cammina, non parla e mangia solo minestrone e passati esclusivamente se imboccato?
Siamo seri, veramente il dormire in un lettino fa solo é una utile autonomia?
Personalmente, ho malcelato una risata e sono uscita dalla stanza, ma la prossima volta non so mica se sarò così politically correct, sapete?
Ora che mi sono tolta questo sassolino, avrei da esporre un dubbio, molto di parte, lo so, ma credo altrettanto legittimo.
Sabato scorso c'è stata in Piemonte la raccolta di cibo nei supermercati per il banco alimentare. Si diceva che si aveva disponibilità di pasta in abbondanza, ma carenza di carni e pesce in scatola, legumi in scatola (ma perché non li chiedono secchi, che costano meno?), olio e omogeneizzati e prodotti per l'infanzia... ma io chiedo: perché???
Personalmente non ho mai utilizzato questi prodotti per mia figlia e posso giustificare a malincuore e poco convintamente il loro uso solo in caso di mancanza di tempo per adattare i propri cibi ai piccoli... però ammettiamolo: se dei genitori si rivolgono al banco alimentare, non lavoreranno (come me d'altronde e purtroppo, non é certo una critica questa) ed il tempo mancante dovrebbe essere l'ultimo dei loro problemi, quindi potranno ben tagliare carne e pasta a pezzetti e schiacciare legumi... o mi sbaglio?
Che tra l'altro con quello che costa un pasto a base di prodotti specifici (ma a che pro?) per l'infanzia mangerebbero pure i genitori, e meglio.
Ok, era solo una riflessione, ma continuerò a rifiutarmi di donare alimenti di questo genere che considero 'diseducativi' per i piccoli ed una truffa per grandi con tanti sensi di colpa e poco tempo (purtroppo ed inevitabilmente spesso) i propri figli.

Buona settimana.

venerdì 29 novembre 2013

Quando la semplicità conquista tutti...

Per anni ho preparato crocchette e burger vegan che avevano un discreto successo tra i miei clienti, ma non in casa mia. Quando ho abbandonato l'idea di fare del catering il mio lavoro ho ancora provato, come avete visto, a trovare la crocchetta vegan che entusiasmasse l'Ingegnere, con scarsissimi risultati.
Ed ecco che un giorno che ho poco tempo per pensare e cucinare decido di preparare una semplicissima zuppa di fagioli, ispirata ai toscani (fiorentini?) fagioli all'uccelletto (scappato), che secondo una delle tradizioni erano il pasto dei cacciatori quando appunto tornavano senza aver preso nulla... e finalmente trovo un piatto vegan che entusiasma! A dire il vero é il secondo, ma ha una facilità di preparazione che ha entusiasmato anche me!



Fagioli all'uccelletto... semplificati.
Ingredienti per 2 persone e mezza:
300 g fagioli cannellini secchi,
400 g passata di pomodoro,
5 foglie di salvia,
3 cucchiai di olio evo,
poco sale grosso iodato,
un pizzico di bicarbonato per l'ammollo dei fagioli.

Per le bruschette:
5 fette di pane,
un filo d'olio per la padella.

Mettiamo i fagioli in acqua fredda con un cucchiaino di bicarbonato per circa 10 ore, quindi scoliamoli e passiamoli sotto l'acqua corrente.
Mettiamoli in una pentola coperti abbondantemente di acqua fredda, quindi portiamoli velocemente ad ebollizione, abbassiamo la fiamma e facciamo cuocere 30?40 min (dovranno essere cotti, ma ancora duretti), scoliamoli e lasciamoli da parte.
In una pentola (di coccio sarebbe il massimo) facciamo scaldare brevemente l'olio con la salvia, quindi aggiungiamo la passata e due bicchieri d'acqua, portiamo ad ebollizione e facciamo cuocere ancora 5 minuti. A questo punto aggiungiamo i fagioli, mescoliamo e cuociamo 10/15 minuti, quindi aggiustiamo di sale e facciamo andare a fuoco lento ancora una decina di minuti, spegnamo e copriamo.
Per le bruschette, scaldiamo l'olio in padella, aggiungiamo le fette di pane e tostiamole brevemente dai due lati.
Si può quindi mangiare la zuppa mettendola sui crostini e usando questi a mo' di cucchiaio: così sembrerà più rustica!

I legumi accompagnati dal pane apportano tantissime proteine facilmente assimilabili, quindi questa zuppa é un piatto unico completo, ricco e che oltre al palato riesce a scaldare anche il cuore cin il suo gusto antico.

Se posso dare un suggerimento, penso che sia ottima mangiata riscaldata, in modo che i sapori si amalgamino meglio, quindi si può preparare a pranzo (come ho fatto io) o anche la sera prima, e neppure serve passarla in frigo.

Se ne avanza, con la pasta che volete (nel nostro caso tripolini), verrà un'ottima pasta e fagioli... peccato il folletto me ne abbia lasciata proprio poca poca!


venerdì 22 novembre 2013

Crocchette fagiolose.

Avevo promesso idee vegan, e continuo a darvene, anche con l'onestà del giudizio.
Ne ho provate due versioni, e l'ideale sarebbe una media fra le due, che sicuramente proverò fra qualche settimana.
Le nostre preferenze alimentari sono un po' distanti da questi gusti così poco marcati e anche questa scarsa 'succosità', ma ho cominciato questa rivoluzione in famiglia e sono determinata a continuarla in parte per prendere abitudini migliori, in parte e soprattutto per dare un esempio di cucina consapevole anche al folletto, che voglio cresca dando per scontato che si facciano interi pasti 'animal free' (i vegani direbbero 'cruelty free', ma personalmente rimango una sostenitrice del carattere onnivoro dell'uomo) e che li veda quindi come un qualcosa di normale e non di 'diverso dal solito'.
Qui di seguito non ci sarà una vera ricetta, piuttosto una lista di suggerimenti su come creare delle crocchette di fagioli, da accompagnare con una bella insalata verde e succosa.




Per circa 15 crocchette:
250g di fagioli borlotti secchi,
3 cucchiai di granulato di soia disidratato (facoltativo, ma aiuta la morbidezza),
erbe essiccate per arrosti (o gusti a piacere)
1 cucchiaio di cipolla essiccata, o mezza cipolla tritata finemente e fatta cuocere con poca acqua ed olio,
semolino o pangrattato e semi di sesamo per impanare,
olio evo per cuocere.
Tenere in acqua con un cucchiaino di bicarbonato i fagioli per almeno 12 ore, quindi sciacquarli bene e cuocerli a fuoco basso per circa un'ora e mezza o più, aggiungendo il sale quando già sono cotti, lasciandoli poi ancora 5 minuti, quindi scolarli bene e farli raffreddare.
Far rinvenire il granulato di soia in poco brodo vegetale caldo per circa 20 min, quindi scolarlo e strizzarlo.
A questo punto si possono schiacciare o passare i fagioli al passaverdura a buchi grossi (opzione decisamente consigliata), quindi aggiungere la soia, le erbe e la cipolla, mescolare bene per amalgamare i sapori, quindi formare le crocchette e impanarle nel semolino (o pangrattato) con il sesamo.
A questo punto si possono passare in padella antiaderente con poco olio 2/3 minuti per lato girandole delicatamente con una paletta (consiglio questa opzione, anche se assorbiranno un po' più olio), oppure passare circa 20 minuti in forno a 180 gradi con poco olio (ma verranno un po' più asciutte).
Ok, non sono da leccarsi i baffi, ma in tutta sincerità non hanno nulla da invidiare alla bistecchina di pollo o tacchino cotta in padella solo con olio... e sono sane e meno costose!

martedì 19 novembre 2013

Fate la nanna... e arrangiatevi!

Ho cominciato a sentir parlare di questo famosissimo manualetto del dr Estivill quando il folletto tra i 4 e i 5 mesi ha cominciato a svegliarsi n volte per notte.
I commenti erano dei più disparati, molti dicevano fare effetto, sebbene alle critiche degli altri rispondevano di averlo applicato 'a modo loro'.
Gli altri in questione sottolineavano come fosse inumano lasciar piangere da soli dei bambini di 6 mesi (ma anche dopo) per farli abituare a dormire bene.
Mi sono sempre sentita più vicina ai critici, lo ammetto, ma non mi sono mai veramente esposta in merito, non avendo letto il libricino.
Ora che il folletto si sveglia ben poco, ma ha ancora bisogno della mamma per dormire, ho finalmente deciso di leggerlo... e le mie convinzioni si sono fatte radicali.

Le opinioni che qui esporrò non sono affatto esaustive del mio pensiero in proposito, ma sono giusto un 'assaggio' per far capire qual'è il modo che reputo sensato di crescere un bambino con amore e rispetto.

Innanzi tutto é un libro che si attribuisce una scientificità non suffragata da alcuna citazione di fonti sperimentali: tutte le percentuali sarebbero da riferire ai 'pazienti' da loro trattati... chiunque abbia una seppur minima infarinatura di cosa si definisce scientifico concorderà con me sul fatto che tali percentuali non significano quindi assolutamente NULLA.
Tale metodo deve in realtà la sua nascita ad un'altra persona, il dr Ferber, che assurdamente non viene citato.

Già questo dovrebbe bastare, ma andiamo avanti.

Uno che si ostina a chiamare mio figlio furbetto, principino spodestato, brigante e quant'altro, non può avere il mio credito.
Cercare di convincerci che lo si fa piangere per il suo bene e per salvarlo da una fantomatica insonnia infantile (che le facoltà di psicologia hanno dimenticato in massa di trattare tra l'altro) che lo porterà ad avere gravi problemi fisici e psicologici... si chiama terrorismo psicologico... e si sa che non è mai il caso di trattare con i terroristi.
Poi usa continuamente l'esempio dell'insegnare a mangiare... secondo lui una cosa che riesce a tutti i genitori... strano che non abbia mai trovato sulla sua strada genitori di figli inappetenti... MOLTO strano, però ammettere che la routine della pappa non porta necessariamente a far mangiare i piccoli gli dovrebbe far ammettere i limiti anche della routine da lui consigliata.
E poi, parla ai genitori come a dei deficienti smidollati... e non posso credere che veramente ci siano persone che accettano di fare ciò che dice loro uno che li considera tali!
E ora siamo più seri: sia l'associazione  australiana per la salute mentale infantile (nel 2012), sia solo nell'ultimo anno anche l'associazione culturale  pediatri italiani hanno messo in guardia contro i danni che potrebbero provocare sul lungo termine e che provocano sul breve termine gli innalzamenti dei livelli di cortisolo nei bambini, cosa che succede in questi episodi di 'pianto prolungato controllato', quindi sconsigliando di utilizzare tale tecnica per controllare il comportamento dei bambini.
Poi, lui è  pediatra, io sono psicologa, quindi propongo un'altra causa per il pianto dei bambini (e vi avverto, sarò ben poco originale): il bisogno di vicinanza fisica ed emotiva con gli adulti significativi che del bambino si prendono cura in un momento così delicato come quello del sonno... spiegazione assurda questa, vero?
Come mai i bimbi nel periodo dell'attaccamento (fino a circa i tre anni) dovrebbero aver bisogno di noi praticamente tutto il giorno e poi dovrebbero arrangiarsi da soli la notte?
Perché lo stesso Estivill accetta questo bisogno diurno, ma lo nega la notte?
Mistero.
Ma se può interessarvi, pare che per i montessoriani valga più o meno lo stesso, visto che invitano le madri a far addormentare i bimbi da soli nella loro culla fin dalla nascita... ed ecco che uno 'stile educativo' che mi interessa maltratta malamente i bisogni atavici del neonato... che tristezza.

venerdì 15 novembre 2013

Crepes autunnali

Rifletto spesso sulla poca coerenza che vedo nelle persone: inspiegabilmente tutti si dicono d'accordo con tutti, adottando poi a ben vedere atteggiamenti che a dir poco stonano con le loro dichiarazioni...
Sono pensieri e considerazioni che si affacciano spesso alla mia mente e sovente sono scoraggiata veder così tante persone, a volte anche a me care, comportarsi in questo modo.
Che poi ho anche provato ad affrontare il discorso, ma vengo guardata come una aliena perché non mi faccio i fatti miei e dico ciò che in realtà penso... no, capisco che non sarò mai una leader, né tantomeno la reginetta della compagnia, ma tant'è.
Mi piace pormi per quel che sono, non ritengo blasfemo esternare i miei principi e poi osare anche rispettarli nella mia vita e trovo assurdo che ormai ciò che mi stupisce é il continuare a trovare qualcuno che mi apprezza per questo e non 'nonostante' questo, mentre 10 anni fa ritenevo la coerenza il mio più grande pregio...
Ed é in sintonia con queste riflessioni che vi presento questo piatto vegan che é quello che é e che non vuol sembrare qualcosa di diverso nel loro non voler imitare nessun piatto 'carnivoro' queste crepes sono veramente ottime... però a dirla tutta anche loro mentono un po', perché  sembrano un primo, ma sono un piatto unico molto proteico!






Per le crepes:
150 g di farina di ceci,
250 ml circa di acqua,
un pizzico di sale.
Per la besciamella vegetale:
70 ml olio evo
3 cucchiai di farina (anche integrale)
600 ml brodo vegetale (nel mio caso con dado vegetale bio),
se necessario, un pizzico di sale.
Per il ripieno:
400 g di zucca pulita,
400 g champignon (nel mio caso, una scatola di champignon al naturale: 190g  da scolati),
un pizzico di sale se non si usano i funghi in scatola.
Preparare le crepes aggiungendo gradatamente l'acqua alla farina e mescolando con una frusta, fino a raggiungere una consistenza piuttosto liquida, quindi aggiungere il sale e far riposare 5/10 min. Quindi scaldare una padella antiaderente con un cucchiaino di sale e aggiungere u, grosso cucchiaio di pastella, farla stendere roteando la padella e cuocere a fuoco medio finché non avrà totalmente cambiato colore, quindi toglierla dalla padella aiutandosi con una spatola e poggiarla delicatamente su un piatto (sono piuttosto fragili), ne verranno circa 6, cercare di farle il più sottili possibile. Una volta finita la cottura di tutte, coprirle con la pellicola e lasciarle da parte (si possono preparare la sera prima, ma meglio non metterle in frigorifero).
Preparare la besciamella vegetale. Mettere il brodo sul fuoco, intanto scaldare leggermente l'olio in un pentolino che contenga almeno 1 litro,  quindi sempre a fuoco basso aggiungere la farina fino ad ottenere una palla che tende a sgretolarsi e farla tostare 3 o 4 minuti non smettendo di mescolare, a questo punto aggiungere in 2 o 3 volte il brodo caldo e mescolare bene con una frusta (bollirà decisamente), appena raggiunta una consistenza cremosa spegnere senza farla asciugare troppo.
Preparare il ripieno pulendo e facendo le verdure a pezzetti di circa 1 cm di lato, quindi scaldare poco olio evo e cuocere le verdure a fuoco vivace, in modo da cuocerle velocemente senza farle sciogliere, quando saranno cotte salare, mescolare e spegnere.
A questo punto si assembla il tutto: carta forno su teglia, quindi si spalma sul fondo poca besciamella, si posiziona la prima crepe, si mette su una metà un cucchiaio scarso di besciamella e due cucchiai circa di verdure e si chiude la crepe, ripetere lo stesso procedimento per tutte le crepes, quindi spalmare su ognuna circa un cucchiaio di besciamella.
A questo punto si potrebbe anche coprire bene e lasciare un giorno in frigorifero.
Cuocere per 10min a 200 gradi e poi dorare con circa 3 min di grill, nel caso la si sia lasciata in frigo aumentare il tempo di cottura di 2/3 min.

Il folletto ha gradito, ovviamente destrutturandolo a modo suo, ma, ben più strano, ha gradito anche l'Ingegnere... dicendo anche più volte che erano buone.
Insomma, non ci credevo, ma queste crepes molto autunnali mi hanno molto stupito, e sono anche un piatto ideale da preparare anche per degli ospiti, a nessuno passerà neppure in mente che non contiene nessun alimento di origine animale... perché saranno tutti troppo impegnati a mangiare!

Un suggerimento? In caso di ospiti, completate il pasto con un simil strudel fatto con pasta sfoglia vegetale, mele, pere, uvetta o quel che vi consiglia la fantasia e una spolverata di zucchero di canna (omettibile a dire il vero) e cannella... e vi stupirete anche di quanto possa costar poco avere ospiti... e se non può mancare l'antipasto, olive verdi e nere con grissini o tartine al paté di olive... che ne pensate?

domenica 10 novembre 2013

Farin...accia!


"Devo prendere i colori per colorare... perché altrimenti coloro per finta, ma il folletto é vero, quindi colora per vero"
Dopo questa chicca dell'ultimo minuto, mentre il folletto pasticcia con lo scotch per riposizionare con scarsa fortuna un paracolpi su uno spigolo, parliamo brevemente di una idea per una cena senza proteine animali... vegan insomma.
Ricette di farinate di ceci in padella, chiamate farifrittate in alcuni casi, si possono trovare in ogni sito di alimentazione vegan e vegetariana, e sono ottime, con cipolla rossa poi sono proprio uno spettacolo!
Per essere veramente completa da un punto di vista nutrizionale però ogni farinata di ceci (e sempre i legumi) deve essere accompagnata anche da cereali, questo per far sì che le proteine diventino complete ed assimilabili... quindi mi sono detta: e se provassi con un piatto proprio unico?
Ed ecco cos'ho preparato:
 


Ingredienti:
180g farina di ceci,
50g farina di mais per polenta istantanea,
2 o 3 cucchiai di olio evo,
1 cucchiaino di sale,
450 ml circa di acqua,
1 cucchiaino bicarbonato di sodio,
1 zucchina o 1 cipolla rossa (o funghi, o quello che vi suggerisce la fantasia) facoltative.

In una ciotola versare le farine, il sale ed il bicarbonato, quindi aggiungere gradatamente l'acqua mescolando con una forchetta o meglio con una frusta, quando si ha una pastella sufficientemente 'liquida', aggiungere un filo d'olio.
Se avete tempo, lasciate riposare mezz'oretta... io avevo 5 minuti.
Scaldare poco olio in una padella antiaderente e se si vogliono aggiungere vegetali, aggiungerli e cuocerli.
A cottura ultimata aggiungere la pastella... aggiungerne tanta in base a quanto la si vuole alta, con questa dose ne viene una alta 2/3 cm su una padella da 28, oppure una di circa 2 cm più una buonissima sottile e croccante (opzione consigliata, la seconda da fare velocemente senza aggiunte di vegetali dopo aver tolto la prima e ripassato un filo d'olio).
Il bicarbonato la farà gonfiare e la renderà morbidissima, anche se una volta tolta dal fuoco si sgonfierà abbastanza.
Anche se é un piatto unico, é ancora più appagante se accompagnata da un'insalata, mentre l'eventuale focaccia sottile é ottima anche il giorno dopo, tagliata a striscioline renderà un'insalata per il pranzo al lavoro (o a casa) un piatto unico gustoso e sano.
É piaciuta a tutti, e per essere un piatto vegan questa in casa nostra non é esattamente la norma... e non pensate subito al folletto!

(Il paracolpi, dopo un primo riposizionamento, non ha trovato pace...)

lunedì 4 novembre 2013

Tre civette sul comò.




Si dice 'Aprile, dolce dormire ', non so voi, ma a me fa venire molto più sonno invece l'autunno. Sì, ammettiamo che é giusto una sfumatura, visto il cronico bisogno di dormire degli ultimi due anni, ma in autunno il letto assume un fascino particolarmente marcato.
Sarà che le giornate con un folletto chiuso in casa sono più stancanti, sarà che come si vede dalle foto la fantasia è messa a dura prova, sarà che i terrible two cosiddetti possono essere a tratti veramente pesanti, sarà certamente che le giornate che si accorciano non mi fanno sprizzare vitalità... insomma, sarà quel che sarà, ma la stanchezza crea mostri... anche in senso letterale!
E quindi ecco i gufi che diventano civette un tantino rigide sul comò, ma soprattutto, tutta una quasi (lo so, senza il quasi) mostruosa fattoria di Dido autoprodotto e non, che ogni volta che esce dalle sue scatole diminuisce inesorabilmente di volume, ritrovandosi spiaccicato su tutto il pavimento in minuscole briciole... e ancora non riesco a spiegarmi perché nelle mani del folletto questa innocua pasta da modellare non riesca mai a rimanere integra... misteri della vita.
E quando arriveranno le piogge e il freddo gelido so che le ore negate all'aria aperta saranno sempre più lunghe da passare... a meno che anche il folletto sia ghermito da invernale pigrizia... sì, lasciatemi illudere ancora un po'!

lunedì 28 ottobre 2013

Ma la sculacciata?


Di qualche giorno fa è la notizia di una ricerca che avrebbe scoperto che la violenza fisica sui bambini li predispone a loro volta a ricorrere alla violenza.
La mia considerazione è: ma và? Pensavo li spingesse a diventare pacifisti! Il problema però non è la notizia, di per sé giusta, seppur scontata... bensì il fatto che a quanto pare non sia così scontata, visto i commenti che ho letto. C'è ancora chi pensa che la classica sculacciata non sia da considerarsi violenza e che addirittura abbia una valenza educativa... la loro giustificazione? Mi hanno sculacciato e sto bene.
A queste persone vorrei dire, vi credo, ma non tutti stanno bene, i bimbi poco piú sensibili riportano traumi a lungo termine per i quali continueranno a sentirsi colpevoli e sbagliati, quelli più nervosi invece molto probabilmente riconosceranno nella violenza un mezzo per imporsi... e la cosa più allarmante e che la penseranno così anche i molti bimbi che considerano i genitori gli umani più infallibili...
Non ritengo utili né non dannose neppure le urla, e comunque aborro ogni tipo di violenza fisica ai bambini, considerandola un atto di vigliaccheria degli adulti.
La mia domanda a chi giustifica il ceffone (pericoloso anche per la salute a breve termine, ricordiamocelo) o la sculacciata è: ma se non riuscite a far fare ad un adulto ciò che volete, lo sculacciate? Gli date un ceffone? No? Come mai? Avete paura che reagisca per caso? Quindi potete sculacciare un bimbo perché siete codardi, giusto?
Oppure non picchiate un adulto perché non pensate che si risolvano i dissapori con la violenza? E quindi perché con un bambino dovrebbe essere diverso?
Ok, i bimbi sanno come far saltare i nervi, ma ricordiamoci che gli adulti siamo noi, siamo noi a dover trovare una soluzione per superare i loro capricci, siamo noi il loro punto di riferimento e il loro più importante esempio.
Lo so anch'io che é difficile, so che a volte la voce si alza di troppi toni dall'esasperazione, ma da qui ad alzare le mani ce ne passa, non pensate anche voi?
E anche quando alziamo la voce, ricordiamoci che il bambino CREDE a TUTTO ciò che gli diciamo, quindi evitiamo i dannosissimi: 'fai SEMPRE così', 'mi fai SEMPRE arrabbiare', 'non ne combini MAI una giusta', 'SEI un bambino CATTIVO', e via dicendo... se capita una volta non succede nulla, ma riflettete: qual'è il messaggio che passa alla lunga?
Che poi, un 'mi hai fatto arrabbiare', 'fai più attenzione', 'non mi hai ascoltato', 'ti stai comportando male' sarà più sincero e lascerà ampi argini di miglioramento, sia a noi adulti che ai bambini.
E fin qui sembro la super mamma equilibrata con la figlia tranquilla e buona buona. No, non é proprio così, soprattutto per la prima parte dell'affermazione.
I bimbi ci fanno arrabbiare, é vero, con loro spesso é inutile spiegare e discutere, verissimo... ma anche perché fisicamente pensano in maniera diversa da noi: ricordiamoci che pensiero astratto ed ironia vengono acquisiti intorno ai 14/15 anni!
Però mentre son lì che lagnano non ci viene proprio in mente come prima cosa, e diversamente che con un adulto non possiamo piantarlo lì e andar via... e allora capisco che la voce si alzi anche più di un tono, capisco che la presa per fermarlo o spostarlo si faccia più brusca... ma ricordiamoci SEMPRE, in ogni momento, che è un bambino e che se anche vogliamo attribuirgli le peggiori intenzioni, gli adulti siamo sempre noi: noi siamo il loro esempio, e se non pensiamo che la violenza sia giusta, non dobbiamo usarla con loro, in nessuna forma, MAI.
E se proprio scappa, almeno non giustifichiamo il suo scopo educativo e appena calmi... CHIEDIAMO SCUSA.
Però é proprio meglio che non succeda, preferisco di gran lunga chiedere scusa per un modo o una risposta brusca.

Ci sarebbe ancora da parlare ore contro la violenza, ma spero che queste poche considerazioni abbiano convinto chi non sapeva ancora che via prendere e che abbiano almeno instillato il seme del dubbio in chi ritiene la sculacciata un metodo educativo.
Per noi convinti contro ogni tipo di 'alzare le mani' sui bambini (e non) invece rimane  la sfida di ogni giorno nel riuscire ad onorare le nostre convinzioni, dandoci una auto pacca sulle spalle ogni volta che ci riusciamo (mentre magari ci dicono che non abbiamo abbastanza pugno fermo) e cercare di migliorarci ogni volta che la voce si alza troppo.

martedì 22 ottobre 2013

Anche i folletti si ammalano.

Il folletto malaticcio
Sembra tutto un capriccio,
Non vuole giocare, non vuol colorare.
Cosa mai vorrà fare?
In braccio alla sua mamma solo vuol stare.
Ma quando finalmente lo capisci
E di coccole lo sfinisci,
Cosa farà il tuo folletto?
Guarito, salterà giù dal letto!


Ebbene sì, a quanto pare anche i folletti continuano ad ammalarsi.
Devo ammettere che non viviamo le sue malattie come momenti di ansia, quanto piuttosto come brevi periodi di riposo concessi dallo stato di dormiveglia in cui cade quando è malata... o sarebbe meglio dire in cui 'cadeva'... E già, perché anche per le malattie l'Ingegnere ha ragione quando dice che i bimbi sono degli abitudinari che cambiano abitudini una volta la settimana... perché al primo virus di questa nuova stagione di malanni... il folletto é diventato lamentoso al limite della sopportazione... ed anche quasi insonne!
Ok, ok, voglio vivamente sperare che la colpa sia dei due giorni di cortisone, ma so che é solo una pia illusione, visto che i lamenti instabili e incontentabili sono iniziati non appena passata la febbre, prima del cortisone, e sono finiti (finiti?) due giorni dopo averlo smesso... sarà questa la nuova abitudine?
Ora aspetto che cambi, anche fra tanto tempo, basta che sia prima della prossima malattia!

mercoledì 16 ottobre 2013

La gravidanza non è una malattia.

Generalmente non parlo di attualità, anche perché pur leggendo qualche giornale, guardo pochissima tv... ma lasciatemi dire due parole.
Cara Hunziker, spero tanto che tornando a 'Striscia' tu abbia spiegato meglio il tuo pensiero ma non avendoti vista ti spiego un attimo,come stanno le cose... al limite reperita adiuvant.

Noi mamme lo sappiamo bene che la gravidanza non è una malattia, anche se dopo un parto naturale difficile, in cui ti hanno messo più punti che a una porchetta, e non ti avvicini ad una sedia senza portare con te un cuscino morbidissimo o meglio una ciambella come chi soffre di emorroidi, ti assicuro che ti con vincerebbe sederti sul bancone del tuo programma solo una bella dose di antidolorifici... o una più consistente di euri.

La gravidanza comunque non è una malattia, ci trovi d'accordo, ma noi donne non torniamo al lavoro subito dopo il parto non perché non stiamo bene, ma perché nostro figlio ha bisogno di noi e noi vogliamo riempirci la vita di lui!
Le donne normali non lavorano due ore al giorno, non hanno disponibilità economica per la tata tuttofare che nelle brevi assenze sia una figura affettiva duratura per il bebè, non hanno la body guard che le accompagna ovunque...
Insomma, le donne normali devono stare a casa col bambino, per il bene di se stesse e del loro piccolo.

Ho letto insistentemente anche delle donne impegnate in politica che ritornano al lavoro in tempi record... ma giornalisti cari, ci volete prendere in giro? Sarà un po' diverso quel lavoro da quello dell'impiegata o dell'operaia?
Le varie ministre & co possono  gestirsi le giornate lavorative, mantenendo tutta la serietà del caso ed essendo acclamate come wonder women anche se lavorano una settimana al mese... pensate che le operaie/impiegate/commesse possano fare lo stesso?
A queste ultime se proprio va bene e la situazione economica familiare lo consente viene data la possibilità di fare un part time e dovranno assentarsi da casa 5 giorni la settimana per 4 ore più gli spostamenti (o meno giorni, ma per più ore).
E poi voglio confidare un segreto sia ai giornalisti che apprezzano questi ritorni al lavoro fulminei, sia alla Hunziker:  tutte le donne (che lo hanno, ma questa è un'altra storia) tornerebbero al lavoro subito se potessero farlo per due ore al giorno o un giorno la settimana: sarebbe una valvola di sfogo dalla difficile  (e bellissima) vita della mamma a tempo pieno che non lederebbe la tranquillità del loro bimbo, manca solo convincere i normali datori di lavoro delle normali mamme della fattibilità della cosa!

Insomma, va bene fare dichiarazioni lapalissiane, ma non mettiamo in discussione il sacrosanto diritto/dovere delle madri (e dopo qualche mese anche dei padri) di prendersi cura del figlio che ha messo al mondo per accompagnarlo nella vita

lunedì 14 ottobre 2013

Ecomamma mancata 3: il cibo!

Ed eccoci alla terza puntata, quella che dovrebbe vedermi come esperta in materia, visto che per qualche tempo mi sono occupata di catering e cene a domicilio... no, non sperateci: ho detto DOVREBBE!

Oggi più che mai risparmiare in cucina é d'obbligo e benché si pensi spesso il contrario, spesso anche molto ecologico!
Intanto partiamo da un assunto fondamentale: la carne e le proteine animali non andrebbero assunte tutti i giorni. Carne rossa solo saltuariamente, che non solo non ci fa questo gran bene, ma é anche una  fonte di inquinamento dell'aria. Almeno 2 volte pesce, tante proteine vegetali.
Ok, ma come traduciamo questi sani principi in una dieta sana, gustosa, ma anche economica e facile?
A voi qualche suggerimento pratico, anche se sul tema cucina tornerò spesso!

Primo: evitiamo gli sprechi!
Gli sprechi non rispettano né portafogli né ambiente, quindi riduciamoli al minimo facendo un po' di programmazione settimanale dei cibi freschi che ci servono e compriamo solo quelli.
 Non prepariamo porzioni esagerate che verranno depositate per chissà quanto tempo in frigorifero (chi di noi non ha un pezzetto di formaggio, meglio stagionato così dura più a lungo, per la volta che si ha ancora fame?). E se proprio non riusciamo a non produrre avanzi, allora dedichiamo un pasto al loro consumo... più veloce di così!
Piuttosto che avere troppi alimenti freschi in vista di possibili ospiti (non sicuri) acquistiamo qualche surgelato: costano un po' di più, ma ci saranno utili se una volta avremo molta fretta, oltre a rivelarsi un risparmio nel diminuire ciò che dal frigo finisce direttamente in pattumiera!
E se avanziamo tante verdure crude diverse? Improvvisiamo un contorno etnico cuocendole in latte di cocco ed aromatizzandole con curry e curcuma a piacere! (Idea di Nigella Lawson, quindi state sicuri dell'ottima riuscita!)

Secondo: carne e pesce.
Utilizziamo carne rossa non più di una volta la settimana, e ricordiamoci che anche gli hamburger sono carne rossa, economica e buona (sul salutare non mi pronuncio!).
Ricorriamo alle torte salate con uova e/o formaggi per utilizzare le verdure (ok, anche per far fuori quelle due fettine di prosciutto che stanno rapidamente invecchiando!).
Il pesce, bé, se lo sapete pulire e cucinare, via libera al pesce azzurro dal pescivendolo: buono ed economico... altrimenti?
Le trote costano generalmente poco ed hanno poche spine: in forno a 200 gradi circa un'ora, avvolte in carta alluminio e condite all'interno con prezzemolo, sale, scorza di limone e volendo aglio sono una cena buona, veloce ed economica (e che ne dice di cuocere insieme anche un po' di patate?).
Oppure divertiamoci a fare crocchette con i filetti di merluzzo surgelati (lessati!), anche se in questo caso sarà il caso di utilizzare anche qualche uovo, oltre a pangrattato e prezzemolo... ma con i filetti solo lessati sono ottime anche le insalate di pesce con prezzemolo, verdure a dadini crude o bollite, o patate.

Terzo: le proteine non animali.
Ammettiamolo però, per molti di noi il vero problema sono almeno quei due pasti a settimana in cui non utilizzare alimenti animali!
Una buona idea può essere dare un'occhiata ad uno dei tanti siti di cucina vegan (che cioè non utilizza nessun derivato animale) che ci sono in rete.
Comunque vi lascio qualche suggerimento già qui (e per il futuro ho qualche ricetta appetitosa da proporvi).
Ogni tanto, magari quando lo trovate in offerta, provate a bere a colazione una bevanda a base di soia (detta comunemente latte di soia), rischiate che vi piaccia e anche di digerirla meglio del latte vaccino... e se non vi dispiace sperimentare, assaggiare anche le bevande a base di riso (dolce e spesso apprezzata anche dai bambini), di avena, kamut o orzo. Sconsiglio invece il cosiddetto latte di mandorle che si trova nei supermercati, perché ricchissimo di zuccheri aggiunti, se volete provarlo, cercatelo nei negozi bio: costosissimo, ma buono.
Ovviamente utilizziamo i legumi, sempre però in abbinamento ai cereali per rendere le proteine biodisponibili (cioè assimilabili dal nostro organismo). Quindi via libera a pasta e fagioli o piselli o ceci, oppure riso e piselli, con un contorno di verdure crude o cotte. Ottimi anche i minestroni o le vellutate con buona presenza di legumi e un po' di pasta o riso.
E cosa ne dite di un'insalata di fagioli (provate anche quelli rossi o neri!) con mais e verdure crude, grigliate o saltate? Magari accompagnata da caldo pane abbrustolito con un filo di buon olio extravergine?
Oppure farinata? (e aspettate le mie ricette sprint al proposito!)
Volete osare? Insalata o zuppa con lupini e crostini di pane!

...cominciate a pensare che due pasti senza proteine animali siano un po' pochi, vero?

giovedì 10 ottobre 2013

Vi farò vedere... i sorci verdi!

 
 "Domani sera invitiamo i nonni a cena per festeggiare la festa dei nonni, sei contenta?"
"Sì, facciamo i topini verdi!"
"Mmm, ok!": far vedere i sorci verdi ai nonni d'altronde non é il sogno proibito di ogni mamma?
 
 
 


E sorci verdi per dessert sono stati.
Abbandonando idee ardite di topini di zucchero colorati, che già quelle torte tutte moderne e colorate (pasta di zucchero!) che ogni tanto mi diletto a decorare vengono guardate con sguardo indagatore, decido di colorare con la più tradizionale menta  e de-veganizzo una vecchia ricetta del periodo in cui mi sono data al catering.
In pratica recupero la ricetta originale dal libro 'Cucinare con le erbe' (Mondadori), uso latte vaccino al posto del latte di soia o riso consigliato, reintroduco le uova, assenti nella mia versione, ma che sicuramente danno corpo, riduco come sempre la quantità di zucchero, e continuo ad usare il mio caro (in tutti i sensi!) agar agar al posto dei fogli di gelatina.
Se vi va di provare, anche senza topini, ecco la ricetta, basta per 6 stampini monoporzione da budino.

Budino alla menta
400 ml latte vaccino,
50 ml sciroppo di menta,
2 uova,
70 g zucchero di canna,
1 cucchiaino colmo di agar agar in polvere.

In un pentolino,  mettete a scaldare il latte con lo zucchero, lo sciroppo di menta e le uova sbattute, mescolando.
Portate ad ebollizione.
Intanto sciogliete l'agar agar in 2 cucchiai di latte freddo, quindi aggiungete al composto e fate bollire 5 minuti.
Spegnete e mettete il budino negli stampi monoporzione o in uno stampo più grande, ottimo uno stampo da plumcake.
Se avete stampi in silicone, meglio, potete prepararli subito e una volta rassodati non avrete problemi ad estrarli.
Altrimenti aspettate qualche minuto che il composto sia meno bollente e versatelo in stampi foderati di pellicola trasparente, sarà utile per estrarre i budini senza rovinarlo.

Ok, ok, se avete il libro vi renderete conto che ho cambiato ben più di 2 ingredienti... anche il procedimento è leggermente più sbrigativo, ma il risultato è ottimo!

Vi chiederete... e i nonni come hanno reagito?
La nipote era così contenta dei 'topini verdi' che neppure si sono accorti di aver mangiato i 'sorci verdi'!